Dall’olivo e dall’olio: territorio, bellezza e turismo.
Le potenzialità turistiche dei territori possono far emergere una ricchezza non ancora esplorata. Gli oliveti, guardati da vicino, sono monumenti vegetali che possono offrire una connessione con il vivente oggi più necessaria che mai.
Non si tratta banalmente di percorrere le strade già aperte dal vino, ma di rendere reali le prospettive dell’impresa agricola multifunzionale di cui si parla ormai da diversi anni.
L’olivo è una pianta identitaria mediterranea, testimone di una cultura plurimillenaria proveniente dai greci, le nostre radici storiche sono legate a questo albero mitologico, simbolo di immortalità. L’olivo e il paesaggio olivetato sono storia collettiva di intere aree rurali, storia economica ed enogastronomica diventate patrimonio comune.

La tessitura emotiva che le esperienze sono in grado di creare diventa desiderio e quindi destinazione di viaggio, solo se esprime autenticità e identità adeguatamente apparecchiata per essere fruibile.
Ripensare e riprogettare i territori e le relazioni all’interno degli stessi vuol dire avere una visione da condividere con chi vuol essere partecipe della bellezza.
Ciò che cerchiamo quando ci concediamo una vacanza è proprio un pezzo di inusuale, di qualcosa che rigeneri e che apra allo stupore. Molto di questo c’è in un oliveto e nel dialogo con questo splendido e maestoso albero che c’era prima di noi e continuerà a parlare anche ai nostri nipoti con la stessa autorevolezza.
